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2 Settembre 2010

Protocollo d'intesa per la promozione dell'eolico in Italia e una sua corretta integrazione nel paesaggio

 

Legambiente Anevgreenpeace

Considerato

Che, secondo il quarto rapporto dell’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC)

presentato nel 2007, si conferma che l’influenza delle emissioni antropogeniche di gas a effetto

serra è chiaramente collegata agli aumenti della temperatura e che gli impatti dei cambiamenti

climatici rischiano di essere catastrofici e irreversibili se non agiremo presto e con la necessaria

determinazione;

Che l’Unione Europea, sulla base delle analisi dell’IPCC, ha preso come obiettivo quello di limitare

l’aumento di temperatura al di sotto dei 2°C, per evitare danni catastrofici del riscaldamento

globale,

Che in questa prospettiva tra le misure più importanti vi è lo sviluppo delle fonti energetiche

rinnovabili e dell’aumento dell’efficienza energetica in tutti i settori;

Che a tal fine l’UE ha fissato obiettivi ambiziosi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili al 2020;

Che l’energia eolica potrebbe coprire, per la quota relativa al settore della produzione di elettricità,

circa metà dell’obiettivo al 2020;

Che sulla base di uno studio su dati reali, provenienti da anemometri certificati installati sul

territorio nazionale, l’ANEV stima un potenziale eolico per l’Italia di 16.200 MW, raggiungibile

entro il 2020, a cui corrisponderebbe una produzione di energia elettrica pari a circa 27,54 TWh

annui;

Che partendo da tali proiezioni, uno studio congiunto UIL – ANEV prevede un numero di occupati,

diretti ed indiretti, pari a oltre 66.010 unità tra diretti e indiretti, di cui la maggior parte nel centro –

sud Italia;

L’interesse delle tre organizzazioni a diffondere l’eolico garantendo il corretto inserimento degli

impianti nel territorio;

Che lo sviluppo delle fonti rinnovabili è una priorità dell’Unione europea in quanto aumenta la

sicurezza dell’approvvigionamento energetico, favorisce l’occupazione e il coinvolgimento delle

realtà locali e consente di ridurre l’impatto ambientale associato al ciclo energetico. L’Unione

europea ha approvato a Dicembre 2008 un accordo per ridurre le emissioni di CO2 del 20% al 2020

e di sviluppare le fonti energetiche rinnovabili fino ad arrivare a soddisfare il 20% dei consumi

energetici.

Che le fonti energetiche rinnovabili stanno vivendo una stagione di grande sviluppo a livello

mondiale con un peso sempre più rilevante nella bilancia energetica con il maggior tasso di crescita a livello mondiale.

decidono

di avviare azioni comuni di sostegno all’eolico, pur nel rispetto delle differenti attività

concordano

Sull’esigenza che il processo di diffusione sia gestito in modo da ridurre al minimo gli impatti sul

territorio con l’osservanza di alcuni criteri contenuti nel protocollo che di seguito si riporta.

Che in questa direzione occorre perseguire l’obiettivo di approfondire al meglio i progetti e di

realizzare il massimo di trasparenza e informazione intorno ai progetti, al territorio coinvolto, per

mitigare gli impatti ritenuti più importanti negli specifici siti.

In particolare si concorda che:

1. L’individuazione del sito dovrà avvenire sulla base:

• di uno studio delle potenzialità anemologiche locali necessarie alla valutazione della

producibilità energetica dell'impianto,

• di uno studio che oltre agli impatti dell’opera sull’ambiente evidenzi anche quelli sulla

realtà socioeconomica locale;

• di uno studio che evidenzi l’impatto visivo sul patrimonio naturale, storico, monumentale e

paesistico - ambientale, direttamente interessato, necessario a valutare il grado di integrabilità

dell’impianto nel paesaggio. Possibili misure di mitigazione dell’impatto visivo potranno essere

l’interramento dei cavidotti a media e bassa tensione, propri dell’impianto e di collegamento alla

rete elettrica, una distanza minima dalle abitazioni, la riduzione dell’effetto “selva” dai punti di

vista più sensibili, in particolare dai centri abitati limitrofi, l’utilizzo di soluzioni cromatiche

particolari.

2. La presentazione del progetto dovrà essere accompagnata da un atto di impegno al ripristino

del sito e relativo piano ambientale, tecnico ed economico.

3. Dovranno essere definite prioritariamente azioni si informazione e sensibilizzazione per la

condivisione del progetto da parte delle popolazioni e delle autorità locali.

Nella realizzazione di nuovi impianti l’Anev si impegna attraverso i propri soci a rispettare i

contenuti del presente accordo.

A. Per minimizzare l’impatto sul territorio e sull’ambiente:

L’obiettivo è di controllare e minimizzare attraverso il progetto gli impatti, di far tornare alle attività

preesistenti il territorio non occupato dalle macchine, e eventualmente di verificare le forme di

fruizione delle aree inserite in contesti panoramici.

Attenzioni progettuali:

• Minimizzazione delle modifiche dell’habitat in fase di cantiere e di esercizio, e ripristino della

eventuale flora eliminata nel corso dei lavori di costruzione e restituzione alla destinazione

originaria delle aree di cantiere;

• Attenzione alla stabilità dei pendii evitando pendenze in cui si possono innescare fenomeni di

erosione;

• Utilizzo dei percorsi di accesso presenti se tecnicamente possibile ed adeguamento dei nuovi

eventualmente necessari alle tipologie esistenti se pienamente integrate nel paesaggio;

Aree dove escludere la realizzazione di impianti

• Aree di nidificazione di rapaci o uccelli che utilizzano pareti rocciose e a grotte utilizzate da

popolazioni di chirotteri.

• Aree corridoio per l’avifauna migratoria interessate da flussi costanti nei periodi primaverili e

autunnali.

• Aree con presenza di alberi ad alto fusto

• Zone A di parchi regionali e nazionali

• Aree archeologiche

• Ambiti con insediamenti ad una distanza inferiore ai 300 metri dagli impianti.

B. Per minimizzare l’impatto visivo e paesaggistico

Obiettivo è di tenere conto nel progetto dell’impatto prodotto dall’impianto, limitando l’interferenza

sul contesto e intervenendo in forma consapevole nel modificare una porzione del paesaggio, per

quanto possibile arricchendola di un nuovo elemento culturale antropico.

Attenzioni progettuali

• Limitare l’interferenza visiva degli impianti considerando i punti di vista prioritari della

porzione di territorio da cui l’impianto è chiaramente visibile;

• Limitare e impedire l’alterazione del valore panoramico del sito oggetto dell’installazione ossia

del quadro dei centri abitati e delle principali emergenze storiche, architettoniche, naturalistiche

e dei punti di vista panoramici da cui l’impianto è chiaramente visibile;

• Riduzione degli effetti visivi negativi dovuti all’addensamento di impianti dai punti di vista più

sensibili, in particolare dai limitrofi centri abitati.

• Utilizzo di torri tubolari o eventualmente a traliccio, per questi ultimi deve essere dimostrato,

attraverso un apposito studio, la migliore compatibilità paesaggistica rispetto al paesaggio

oggetto di intervento.

• Utilizzo di soluzioni cromatiche neutre e di vernici antiriflettenti.

• Interramento dei cavidotti a media e bassa tensione, propri dell’impianto e di collegamento alla

rete elettrica.

Protocollo d'intesa

 

[ 18-Mar-2010 ]

 

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